Uno spettacolo indegno. Almeno dal punto di vista televisivo. Riprese da dilettanti, cronometri imprecisi, telecronaca approssimativa e commento tecnico, affidato a Tramezzani, di una banalità stucchevole. Insomma, la Supercoppa tra Juventus e Lazio, in questo pomeriggio d’estate, è stata un’agonia. Per chi ha dovuto vedere calciatori alle prese con un campo impraticabile, degno della nostra prima categoria; per chi ha cercato di dare un senso alle immagini proposte, con replay assenti e inquadrature a casaccio; per chi avrebbe voluto un racconto diverso (e più professionale).
I cinesi ci avranno anche coperto di soldi per avere, ancora una volta, l’esclusiva del primo trofeo stagionale. Ma se la qualità è questa forse, e lo dico con grande amarezza, sarebbe stato non vendere l’evento a chi non sa gestirlo.
E invece ci siamo dovuti accontentare di un campo di patate e di un servizio televisivo che neanche nel 1960 sarebbe stato accettabile. Se scorrete i vari messaggi su twitter o i commenti di facebook sentirete un solo coro di protesta con i telecronisti RAI che, durante il match, si scusavano per quello che noi, da casa, eravamo costretti a vedere. Una tristezza indescrivibile.

Poi, naturalmente, c’è stata anche una partita. Brutta, noiosa. Almeno fino al cross di Sturaro, a metà del secondo tempo, convertito in gol da Mario Mandzukic. Gol che ha sbloccato la partita e consegnato virtualmente la coppa alla Juve. Poco dopo è arrivato anche il raddoppio di Dybala che, almeno per una notte, ha sancito il successo di Marotta: i due nuovi acquisti hanno subito timbrato il cartellino facendo sognare i tifosi bianconeri, con gli occhi a mandorla e no.
E ora che è tutto finito si può davvero fare un appello accorato e sentito: mai più partite di Supercoppa all’estero. Torniamo a farla in Italia in uno stadio decente e ad un orario decente. Ci vuole rispetto per la competizione, per il nostro paese e per chi ama questo sport.