Il Toro morde e vince un bel derby (rovinato dai tifosi)

A volte ci vuole fame. Di vittoria. Si corre di più, si suda di più, si sbaglia di meno. E il derby puoi vincerlo anche se sei ritenuto il fratello minore, se i tuoi giocatori guadagnano meno e il tuo budget è più risicato. Il Toro spezza un tabù. Vent’anni dopo batte la Juve all’Olimpico grazie ai gol di una grande Darmian e di uno splendido Quagliarella. Poco serve alla Juve l’ennesima prodezza di Pirlo su punizione.

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Ma questa è una vittoria che fa bene al calcio. Perché è una vittoria sportiva, in tutti i sensi. Una vittoria che sarebbe troppo facile e riduttivo identificare con: “Davide batte Golia”. Non sarebbe neanche giusto nei confronti del granata che in campo non sono per niente apparsi inferiori alla vecchia signora. Chi ha giocato meglio ha vinto; chi voleva vincere per davvero è riuscito a farlo. Una bella lezione d’umiltà, una bella lezione di calcio.

Detto questo. Spiegateci, cari tifosi, di entrambe le parti, il vostro comportamento di merda. Il lancio di pietre verso il bus della Juve e le bombe carta che gli ultras bianconeri hanno spedito nella curva torinista. Sì, vorrei capire perché una giornata di festa può diventare una giornata schifosa. E non ditemi chi ha fatto il gesto più grave, chi ha fatto più feriti. Non c’entra in questo caso. Sono due gesti orribili, da condannare, che violano ogni possibile intelligenza. Ecco, saremmo stati più felici nello scrivere un pezzo tutto sulla grande impresa del Toro e invece ci ritroviamo un articolo rovinato da voi, cari pseudo-tifosi, e dalla vostra stupidità infinita.