Quello che sta accadendo a Cagliari, in una delle curve più calde e storiche della Serie A, è pura follia. Parlo del volantino che gli Sconvolts, storico gruppo ultras, nato nel 1987, in un periodo in cui la squadra sarda stagnava in serie C e l’evento di maggior interesse erano i derby con la Torres, ha fatto circolare durante Cagliari-Atalanta. Un volantino contro Marco Storari. Mercenario, juventino, padrone a casa degli altri. Una follia pura.
Il famoso volantino
Lo ha pubblicato “Blog Cagliari Calcio 1920”. Ed è questo qui:
È delirante. Con alcuni passaggi che fanno davvero ridere. Riassumiamoli (e smontiamoli):
- “Questo comunicato esce in ritardo”. Avevano bisogno di uno che correggesse l’ortografia e tramutasse i loro slogan in frasi di senso compiute. E già un miracolo averlo tra le mani.
- “La mancanza della nostra linfa vitale, la trasferta”. Peccato, in effetti è l’unico modo per non farli più rientrare. Un modo per risolvere il problema “alla radice”.
- “Noi abbiamo il dovere e il compito di esserci sempre”. E dove sta scritto?? Pensate che bello uno stadio senza ultras, parolacce, pance scoperte e fumogeni. Una pacchia per tutti.
- “Noi saremo sempre qua”. Ecco. Speriamo rimangano per sempre lì. Nel vecchio stadio.
- “Giocatori che hanno assorbito questo nostro essere”. Niente, ci sono venute in mente molte battute. Dalla carta da cucina all’alieno di “Man in black”. Fate voi. Non è difficile.
- “Quel mercenario di Marco Storari non deve più scendere in campo con la fascia da capitano”. E invece lo farà. Sono cose che capitano. Fatevene una ragione
- “Se uno non ci piace non glielo mandiamo a dire”. Non so perché ma credo che uno come Bruno Alves, grande, grosso e cattivo, vi piacerà sempre. Sbaglio?
- “Mancano gli stimoli”. Ecco, cercateli. Lontano dal Sant’Elia però. Ci sono dei divani e dei bar meravigliosi in città.
- “Sbuffoneggianti”. Ho mandato il termine alla Crusca. Hanno detto che dopo petaloso non vogliono altri termini inventati a cazzo. E soprattutto non avete 8 anni e non siete carini. Niente da fare.
- “Gente che è venuta a Cagliari a fare il padrone degli altri”. Niente, leggo. Ma è un concetto contorto e non ci arrivo.
Insomma, chiamarsi Sconvolts e avere trent’anni di vita, non autorizza nessuno a fare il bello e il cattivo tempo; decidere chi va in campo e chi no; imporre un pensiero aggressivo e presuntuoso a chi vorrebbe andare allo stadio con serenità. Cari ultras fatevene una ragione: la squadra non è vostra, la maglia non è vostra, lo stadio non è vostro. La figura di merda sì. Quella è davvero tutta farina del vostro sacco.
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